Se hai più di 60 anni e ti sembra che tutto sia un po’ sfocato, come se guardassi attraverso un vetro appannato, potresti avere un cataratto. Non è un’emergenza, ma è una condizione comune, progressiva e completamente riparabile. Il cristallino, la lente naturale dell’occhio che mette a fuoco la luce sulla retina, si fa opaco con il tempo. Le proteine all’interno di questa lente si aggregano, formando una nuvola che blocca la luce e riduce la chiarezza visiva. Non è un’infezione, non è un tumore, e non si può correggere con gli occhiali. L’unica soluzione definitiva è un intervento chirurgico semplice e sicuro.
Cosa succede dentro l’occhio con un cataratto?
Il cristallino è come una lente trasparente fatta di proteine e acqua. Con l’età, queste proteine iniziano a degradarsi e si raggruppano in piccoli grumi. All’inizio, la nuvola è così sottile che non influisce sulla vista. Ma col tempo, cresce. La luce che entra nell’occhio non riesce più a passare in modo chiaro. I colori diventano spenti, quasi giallastri. La luce del sole o i fari delle macchine di notte ti abbagliano più del solito. Leggere diventa faticoso, anche con gli occhiali nuovi. Questo non è un problema di rifrazione - è un problema di trasparenza.
Secondo l’National Eye Institute, oltre 24 milioni di americani sopra i 40 anni hanno un cataratto. In Italia, la stessa tendenza vale: quasi tutti, a 80 anni, hanno almeno un cataratto in uno o entrambi gli occhi. Non è una malattia rara. È un segno del tempo, come i capelli bianchi o le rughe. Ma a differenza di queste, il cataratto si può rimediare in meno di un’ora.
La chirurgia: come si fa oggi?
Prima del 1949, la chirurgia dei cataratti era crudele. Si chiamava “couching”: si spingeva il cristallino opaco giù nell’occhio, lasciando il paziente con una vista molto povera. Poi, nel 1949, il chirurgo britannico Sir Harold Ridley impiantò la prima lente intraoculare (IOL) in un paziente a Londra. Fu una rivoluzione. Oggi, quasi tutti gli interventi usano la stessa tecnica: la phacoemulsificazione.
Il chirurgo fa un’incisione di appena 2-3 millimetri sulla cornea. Inserisce una sonda ad ultrasuoni che vibra a alta frequenza e frantuma il cristallino opaco in minuscoli pezzi. Poi li aspira via. A questo punto, inserisce una lente artificiale pieghevole, che si espande automaticamente dentro la capsula dove prima c’era il cristallino naturale. L’intervento dura 15-20 minuti, si fa in day surgery, con anestesia locale (gocce negli occhi), e non richiede punti.
Il 95% di tutti gli interventi in America e in Europa usano questa tecnica. È così sicura che nel 2022, l’American Society of Cataract and Refractive Surgery ha registrato 3,8 milioni di interventi solo negli Stati Uniti. Il tasso di soddisfazione dei pazienti è del 98%.
Quali lenti si impiantano?
La lente artificiale non è una sola. Esistono diversi tipi, e la scelta dipende da cosa vuoi vedere meglio dopo l’intervento.
- Monofocali: correggono la vista da lontano. Se scegli questa, potresti ancora aver bisogno di occhiali per leggere o per il computer. Sono quelle coperte dal Servizio Sanitario Nazionale in Italia. Costano tra i 1.500 e i 3.000 euro a occhio se pagate di tasca propria.
- Toric: correggono anche l’astigmatismo. Sono utili se hai già un difetto di curvatura della cornea. Costano tra i 2.500 e i 4.500 euro.
- Multifocali e trifocali: permettono di vedere bene da lontano, da vicino e a distanza intermedia (come il computer). Marchi come Alcon PanOptix e Johnson & Johnson Tecnis Symfony hanno dati clinici che mostrano fino all’89% dei pazienti che non hanno più bisogno di occhiali per la maggior parte delle attività quotidiane. Ma non sono coperte dal SSN e costano di più.
La FDA ha approvato nel gennaio 2023 la lente AT LISA tri 839MP di Zeiss, progettata per migliorare la visione intermedia - utile per chi passa molto tempo davanti a schermi. Questo è il futuro: lenti che si avvicinano sempre di più al comportamento naturale del cristallino.
Cosa succede dopo l’intervento?
Appena sveglio dopo l’intervento, la vista sarà sfocata. È normale. Potresti sentire un leggero prurito, una sensazione di sabbia nell’occhio, o una lieve sensibilità alla luce. Non preoccuparti. La maggior parte delle persone vede già meglio entro 1-3 giorni.
La guarigione completa richiede tempo. Il Cleveland Clinic dice che ci vogliono 4 settimane. MyHealth Alberta parla di 3-10 settimane. West Boca Eye Center indica 6-8 settimane. Perché tanta differenza? Perché ogni occhio guarisce a un ritmo diverso. Inoltre, il cervello deve riadattarsi alla nuova lente. Alcuni pazienti raccontano su Reddit che i colori sembrano “HD per la prima volta dopo decenni”. Altri dicono che la percezione della profondità è strana, come se il cervello dovesse riconoscere di nuovo il mondo.
Le gocce oculari sono fondamentali. Di solito si usano antibiotici (come il moxifloxacin) per una settimana e corticosteroidi (come il prednisolone) per quattro settimane, con un dosaggio che diminuisce gradualmente. Non saltare una goccia. Un’infezione post-operatoria, anche se rara, può essere grave.
Cosa non fare dopo l’intervento?
Non guidare il giorno dell’intervento. Non farlo finché il tuo oculista non ti dà il via libera. Non bagnare l’occhio per almeno una settimana: niente docce con acqua diretta, niente piscine, niente mare. Non sollevare pesi sopra i 5 kg per 2-4 settimane. Non strofinarti l’occhio. Non fare sport che potrebbero causare un colpo all’occhio (tennis, basket, sci) per almeno un mese.
Queste regole sembrano rigide, ma sono semplici misure di sicurezza. L’occhio è delicato. Il tessuto della capsula che tiene la lente artificiale deve guarire bene. Se ti fai male, potresti spostare la lente o causare un’emorragia.
Complicazioni e rischi
La chirurgia dei cataratti è una delle procedure più sicure al mondo. Uno studio del 2022 su 1,2 milioni di interventi ha mostrato un tasso di sicurezza del 99,5%. Ma non è perfetta. Il 2-5% dei casi ha qualche complicazione.
La più comune è l’opacizzazione della capsula posteriore. Succede quando la capsula che tiene la lente si fa nuovamente opaca, mesi o anni dopo l’intervento. Colpisce il 20-30% dei pazienti entro 5 anni. La soluzione? Una semplice procedura laser chiamata YAG capsulotomia. Dura 5 minuti, non richiede anestesia, e la vista torna chiara subito. Non è una ricaduta del cataratto - è un effetto collaterale normale della guarigione.
Altri rischi rari includono infiammazione, distacco della retina, o infezioni. Ma sono estremamente rari. Se hai diabete o glaucoma, la guarigione può essere più lenta e meno completa. In quei casi, l’intervento migliora la vista, ma non la restituisce del tutto. È importante che il tuo oculista conosca tutta la tua storia medica prima dell’intervento.
La riabilitazione visiva: un aiuto sottovalutato
Non tutti sanno che dopo l’intervento, alcuni pazienti hanno bisogno di un supporto extra. La lente artificiale non si muove come il cristallino naturale. Non cambia messa a fuoco da sola. Il cervello deve imparare a interpretare la nuova visione.
La terapia visiva - esercizi guidati per migliorare il coordinamento occhio-cervello - può aiutare. Esercizi semplici, come passare lo sguardo da un oggetto vicino a uno lontano, possono migliorare l’accomodazione. Altri esercizi riducono la fatica visiva, migliorano la concentrazione e la memoria visiva. Cliniche specializzate negli Stati Uniti e in Europa segnalano benefici concreti, soprattutto per chi ha avuto cataratti molto avanzati o che hanno aspettato troppo prima di operarsi.
Quando operarsi?
Non aspettare che diventi “troppo grave”. Se il cataratto ti impedisce di fare le cose che ami - guidare di notte, leggere il giornale, vedere i volti dei nipoti - è il momento giusto. Non devi aspettare che diventi “maturo”. Questo vecchio consiglio non ha più senso con le tecnologie moderne.
Se hai un cataratto in un solo occhio, l’altro occhio può compensare. Ma se entrambi sono colpiti, la qualità della vita cala drasticamente. Studi mostrano che chi aspetta troppo ha una guarigione più lenta e una minore soddisfazione post-operatoria. Operarsi presto non è un rischio - è un investimento nella tua autonomia.
Il futuro dei cataratti
Il mercato globale degli strumenti per la chirurgia dei cataratti raggiungerà 6,32 miliardi di dollari entro il 2027. Le innovazioni sono rapide. Le lenti accommodative - che si muovono come il cristallino naturale - sono in fase di sperimentazione clinica avanzata. Alcuni prototipi già mostrano risultati promettenti. La prossima generazione di lenti potrebbe correggere non solo la vista, ma anche la qualità della luce, riducendo i riflessi e migliorando il contrasto in condizioni di scarsa illuminazione.
Per ora, la chirurgia dei cataratti è un successo. È semplice, veloce, sicura e trasforma la vita. Non è un intervento per “vecchi”. È un intervento per chi vuole vedere bene ancora per molti anni.
I cataratti si possono curare con gocce o integratori?
No. Non esistono gocce, integratori o rimedi naturali che possano rimuovere o invertire un cataratto. Le gocce che promettono di “sciogliere” il cataratto sono ingannevoli. L’unica soluzione efficace è la chirurgia. Gli integratori come la luteina o gli antiossidanti possono aiutare a rallentare il progresso in fase iniziale, ma non lo eliminano.
Posso operarmi se ho il diabete o l’ipertensione?
Sì, ma con attenzione. Il diabete può rallentare la guarigione e aumentare il rischio di infiammazione o edema maculare. L’ipertensione, se non controllata, può aumentare il rischio di emorragie durante l’intervento. Prima dell’operazione, il tuo oculista chiederà un controllo della glicemia e della pressione. Se sono stabili, l’intervento è sicuro. Non è un ostacolo, ma un fattore da gestire.
Dopo l’intervento, devo ancora usare gli occhiali?
Dipende dal tipo di lente impiantata. Con una lente monofocale, sì - per leggere e per il computer. Con una multifocale o trifocale, molti pazienti non ne hanno più bisogno. Ma anche con le lenti avanzate, alcuni pazienti usano occhiali da sole per contrasto o da lettura per piccoli testi. Non è un fallimento: è una scelta. Le lenti non sono magiche, ma molto efficaci.
Quanto tempo devo aspettare per operare l’altro occhio?
Solitamente si aspetta 1-4 settimane tra un intervento e l’altro. Questo tempo serve per verificare che l’occhio operato si sia stabilizzato e che non ci siano complicazioni. In alcuni casi, se il paziente ha bisogno di vedere bene rapidamente, l’operazione del secondo occhio può essere fatta dopo 7-10 giorni. La decisione va presa insieme al chirurgo, in base alla tua vita quotidiana e alla tua visione residua.
L’intervento è doloroso?
No. Non senti dolore durante l’intervento. Le gocce anestetiche bloccano ogni sensazione. Dopo, potresti sentire un lieve fastidio, come se avessi un granello di sabbia nell’occhio. Questo passa in 24-48 ore. Non è un dolore intenso. La maggior parte dei pazienti dice che è più scomodo che doloroso. Non è come un intervento al dente o alla schiena.
Posso fare sport dopo l’intervento?
Sì, ma dopo almeno 3-4 settimane. Non fare sport a contatto (pallavolo, calcio, basket) prima di 6 settimane. Evita nuoto, sauna e piscine per almeno un mese. La palestra va bene, ma senza sollevare pesi pesanti. Camminare, andare in bicicletta o fare yoga leggero possono iniziare già dopo 1-2 giorni, se non ti fanno male. Ascolta il tuo corpo: se senti pressione o fastidio, fermati.
Anna Wease
gennaio 16, 2026 AT 02:53Ho fatto l'intervento l'anno scorso e devo dire che è stato tipo tornare in vita. I colori? Erano come se qualcuno avesse tolto un filtro giallo da 40 anni. Non scherzo. Ho pianto davanti al cielo blu.
Non ho più bisogno di occhiali per guidare, e i miei nipoti mi dicono che finalmente li vedo negli occhi.
Se pensi di aspettare, non farlo. Non è un intervento per vecchi, è un regalo a te stesso.