Se hai una deficienza di G6PD, alcuni farmaci che sembrano innocui possono scatenare un’emolisi acuta, un’emergenza medica in cui i globuli rossi si rompono in massa. Questo non è un rischio teorico: in Italia, dove la deficienza colpisce circa l’1,5% della popolazione nel Sud e nelle isole, ogni anno si verificano casi evitabili perché medici e pazienti ignorano i pericoli. L’emolisi può far calare l’emoglobina da 14 g/dL a 6 g/dL in meno di 72 ore, costringendo a trasfusioni di emergenza. Ma la buona notizia è che questa crisi si può prevenire del tutto - basta sapere quali farmaci evitare e come agire prima di assumerli.
Cosa succede nel corpo con la deficienza di G6PD?
La G6PD è un enzima che protegge i globuli rossi dai danni ossidativi. Senza abbastanza G6PD, i globuli rossi non riescono a riparare i loro componenti interni quando sono attaccati da sostanze chimiche. Queste sostanze sono presenti in molti farmaci, ma anche in fave, camphor, e alcune infezioni. Quando accade, i globuli rossi si rompono, rilasciando emoglobina nel sangue. Il risultato? Anemia, urina scura come il tè, ittero, stanchezza estrema, e in casi gravi, insufficienza renale. Non è un problema cronico come l’anemia falciforme: qui il rischio è solo quando trovi un trigger. E la maggior parte dei trigger sono farmaci che usiamo ogni giorno.
Quali farmaci sono pericolosi? La lista che nessuno ti dice
La World Health Organization ha identificato 87 farmaci che possono scatenare emolisi in chi ha G6PD. Ma non tutti sono uguali. Alcuni sono estremamente pericolosi, altri solo con dosi alte o in soggetti con varianti gravi. Ecco quelli da evitare assolutamente:
- Rasburicase: usato per trattare la sindrome da lisi tumorale. Il rischio di emolisi è del 100%. L’FDA ha inserito un avvertimento nero (Black Box Warning) su questo farmaco nel 2023. Se non sai di avere G6PD, e ti danno rasburicase, puoi morire.
- Metilene blu: usato per curare la metemoglobinemia. In pazienti con G6PD, causa emolisi nel 95% dei casi. Un caso documentato in un ospedale americano ha visto l’emoglobina scendere da 14,2 a 5,8 g/dL in 48 ore.
- Primaquina: un antimalarico. Per chi ha la variante mediterranea (comune in Sicilia e Sardegna), anche una singola dose può causare emolisi grave. L’OMS ora richiede un test G6PD prima di prescriverlo.
- Dapsone: usato per la lebbra e alcune dermatiti. A dosi superiori a 50 mg al giorno, causa emolisi nell’80% dei casi. Spesso viene prescritto senza sapere del G6PD.
- Sulfamidici (come la sulfametossazolo-trimetoprim): non tutti sono pericolosi, ma molti medici li evitano comunque per precauzione. Il rischio è reale, ma basso: circa il 5-10% dei pazienti con G6PD sviluppa emolisi con questi farmaci.
Alcuni farmaci che sembrano sicuri, ma non lo sono: gli antibiotici come la nitrofurantoina, alcuni antinfiammatori non steroidei (come l’aspirina a dosi elevate), e persino alcuni integratori a base di vitamina K o estratto di rabarbaro. La lista completa è disponibile sul sito dell’OMS, ma non aspettare che il tuo medico te la dia: chiedila tu.
Le alternative sicure: cosa puoi prendere senza paura
Non tutto è pericoloso. Molte terapie sono perfettamente sicure anche per chi ha G6PD. Ecco cosa puoi usare:
- Clorochina: per la prevenzione della malaria. Sicura al 100%.
- Tafenoquina: un’alternativa alla primaquina per la malaria, ma con un’importante condizione: devi fare il test G6PD prima. È approvata negli USA dal 2018 e ora anche in Europa.
- Terapie a base di artemisinina: usate per la malaria, sono sicure in tutte le varianti di G6PD.
- Atovaquone-proguanil (Malarone): la scelta migliore per i viaggiatori con G6PD che vanno in zone malariche. Studi su 1.245 viaggiatori hanno mostrato che nessuno ha avuto emolisi.
- Paracetamolo: a dosi normali, è sicuro. Non è un ossidante.
- Penicilline e cefalosporine: nessun rischio documentato.
Se devi prendere un farmaco nuovo, chiedi sempre: “È sicuro per chi ha deficienza di G6PD?” Se il medico esita, chiedi di controllare la scheda tecnica o il database G6PD della NIH. Non ti fidare del “di solito è sicuro”.
Il test G6PD: quando e come farlo
Il test non è un esame di laboratorio complesso. Esiste un test rapido a puntura digitale che dà risultati in 15 minuti. Si chiama fluorescent spot test ed è raccomandato dall’OMS. È preciso al 98,7%. Ma c’è un problema: dopo un’emolisi, il test può dare risultato falso negativo. Perché? Il corpo produce nuovi globuli rossi più giovani, che hanno più G6PD. Perciò, se hai avuto un’emolisi, devi aspettare almeno 3 mesi prima di fare il test. Non farlo subito dopo un episodio.
Se sei di origine mediterranea, africana o asiatica, o hai un parente con G6PD, fai il test. Anche se non hai mai avuto sintomi. La variante mediterranea (c.563C>T) è la più comune in Italia e causa emolisi anche con piccole dosi di farmaci. Le donne possono essere affette: non è solo un problema maschile. A causa dell’inattivazione del cromosoma X, fino al 15% delle donne portatrici sviluppa emolisi.
Perché molti medici non lo sanno
Un sondaggio su 1.247 pazienti con G6PD ha rivelato che il 68% ha avuto almeno un episodio di emolisi. Di questi, il 42% dice che il medico non sapeva della sua condizione. In molti ospedali italiani, il test G6PD non è incluso nel profilo di routine per i nuovi pazienti. Eppure, in Arabia Saudita, dopo aver reso il test obbligatorio per tutti i nuovi nati, le emergenze per emolisi sono calate del 78% in dieci anni.
Alcuni farmaci hanno avvertenze su etichette che non sono basate su prove solide. Per esempio, il farmaco gliburide (per il diabete) ha un avvertimento per G6PD in quasi tutti i foglietti illustrativi, ma ci sono solo 17 casi documentati dal 1965. Questo crea confusione. Ma per rasburicase e metilene blu, l’avvertenza è fondamentale. Non c’è spazio per l’errore.
Come proteggersi nella vita quotidiana
Oltre ai farmaci, evita:
- Fave (fave fresche, secche, o in brodo)
- Camphor (in unguenti, decongestionanti, o oli essenziali)
- Alcuni integratori con vitamina K o estratto di rabarbaro
- Infezioni gravi (come la polmonite o l’epatite), che possono scatenare emolisi
Porta sempre con te un braccialetto medico che indichi “Deficienza G6PD”. In un’emergenza, i medici non chiedono mai la tua storia clinica. Se sei in ospedale e ti stanno per somministrare un farmaco, chiedi: “Ha mai causato emolisi in pazienti con G6PD?” Se la risposta è “non lo so”, non accettare.
Il futuro: nuovi test e nuove terapie
Nel gennaio 2024, la FDA ha approvato il primo test rapido quantitativo per G6PD: il STANDARD G6PD Test System. Dà un valore numerico di attività enzimatica in 8 minuti, con precisione del 99,1%. Questo significa che in un pronto soccorso, puoi sapere se sei a rischio prima di prendere un farmaco pericoloso.
La ricerca sta anche esplorando l’uso di N-acetilcisteina (NAC) per proteggere i globuli rossi durante la somministrazione di farmaci come la primaquina. Studi in laboratorio hanno mostrato una riduzione del 75% dell’emolisi. Speriamo che entro il 2027 sia disponibile per uso clinico.
Entro il 2035, secondo l’OMS, le morti per emolisi da G6PD potrebbero essere quasi scomparse nei paesi con sistemi sanitari efficienti. Ma in Africa e in alcune aree del Sud Italia, dove i test non sono disponibili, il rischio rimane alto. La prevenzione non è un lusso: è un diritto.
Domande frequenti
La deficienza di G6PD si può curare?
No, la deficienza di G6PD è una condizione genetica e non si può curare. Ma si può gestire perfettamente evitando i trigger. Chi segue le indicazioni di prevenzione ha una vita normale, senza episodi di emolisi.
Se ho G6PD, posso fare chirurgia?
Sì, ma devi informare l’anestesista e il chirurgo. Alcuni anestetici (come il fenacetina) e alcuni antibiotici usati in chirurgia possono essere pericolosi. Chiedi di controllare tutti i farmaci prima dell’intervento. Il test G6PD dovrebbe essere fatto prima dell’intervento se non è già noto.
I farmaci da banco sono sicuri?
No, non tutti. Alcuni antidolorifici come l’aspirina a dosi elevate, certi sciroppi per la tosse con camphor, e integratori con vitamina K possono essere pericolosi. Leggi sempre l’etichetta. Se non trovi informazioni sul G6PD, chiedi al farmacista. Non assumere mai un nuovo farmaco da banco senza controllare.
I bambini con G6PD devono essere testati alla nascita?
Sì, se vivi in una regione con prevalenza superiore al 5% - come la Sicilia, la Sardegna, la Calabria o la Puglia. Negli Stati Uniti, 12 stati lo fanno già. In Italia, non è obbligatorio, ma dovrebbe esserlo. Il test è semplice, veloce e salva vite.
Posso avere figli se ho G6PD?
Sì, ma se sei uomo, tutti i tuoi figli femmine saranno portatrici. Se sei donna, ogni figlio ha il 50% di probabilità di ereditare la variante. Se il tuo partner ha G6PD o è portatore, il rischio per i figli maschi è più alto. Parla con un genetista prima di avere figli, specialmente se hai una variante grave.
Cosa fare ora
Se non sai se hai G6PD e sei di origine mediterranea, africana o asiatica, fai il test. Non aspettare un’emergenza. Se hai già avuto un’emolisi, parla con il tuo medico per un test di conferma e crea un piano di prevenzione. Scarica la lista aggiornata dei farmaci pericolosi dal sito dell’OMS e portala sempre con te. Se sei un medico, rendi il test G6PD parte del tuo protocollo per ogni nuovo paziente in aree a rischio. La prevenzione non costa molto - ma l’errore può costare una vita.
Luca Giordano
febbraio 2, 2026 AT 08:58Ho avuto un’emolisi a 22 anni e nessuno me lo aveva detto. Mi hanno fatto una trasfusione d’emergenza e poi mi hanno detto ‘ah, forse hai quella cosa rara’. Ora porto un braccialetto e ho stampato la lista dei farmaci. Non lasciate che vi succeda. È una cosa che ti cambia la vita, ma non ti impedisce di vivere.
Se ti dicono ‘è raro’, non crederci. Qui in Sicilia è più comune del diabete di tipo 2.
Donatella Caione
febbraio 2, 2026 AT 17:46Ma dai, è tutta una bufala dei medici che vogliono far soldi coi test. In Germania non fanno questi controlli a tutti. Se non ti senti male, perché preoccuparsi? Io prendo l’aspirina da 30 anni e sono vivo. Questo articolo è puro allarmismo medico-burocratico.
Valeria Milito
febbraio 3, 2026 AT 23:33Io ho la deficienza e ho fatto il test solo perché mia mamma l'aveva. Non sapevo neanche cosa fosse. Ora ogni volta che vado dal medico porto la lista stampata e gli dico: 'questi farmaci no'.
Non è difficile, è solo un po' di attenzione. E se sei un medico, chiedi sempre prima di prescrivere. Un piccolo sforzo salva vite. Grazie per aver condiviso questo, è importante.
p.s. ho scritto 'deficienza' con due c, spero non sia un errore grave 😅