Calcolatore di Rischio del Licorice
Calcola il rischio del tuo consumo di licorice
Questo calcolatore ti aiuta a valutare se il licorice che consumi potrebbe interagire con i tuoi farmaci per la pressione alta.
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Se prendi farmaci per la pressione alta, attento a cosa mangi. Anche un semplice caramello al licorice potrebbe annullare l’efficacia del tuo trattamento. Non è un avvertimento teorico: è successo a migliaia di persone. E molti non lo sanno nemmeno.
Perché il licorice fa salire la pressione
Il licorice vero, quello fatto con la radice di Glycyrrhiza glabra, contiene una sostanza chiamata glicirrizina. È questa che lo rende dolce, ma anche pericolosa se sei sotto cura per l’ipertensione. La glicirrizina blocca un enzima nel tuo corpo che normalmente impedisce al cortisolo di agire come un ormone della salinità. Risultato? Il tuo corpo trattiene più sale e acqua, espelle più potassio, e la pressione sale. Non è un effetto secondario: è un meccanismo farmacologico diretto.
Uno studio del 2015 ha dimostrato che persone che assumevano solo 100 mg di glicirrizina al giorno per due settimane avevano un aumento della pressione sistolica fino a 30 mmHg. Per chi già ha la pressione alta, questo può significare passare da 140/90 a 180/105 in pochi giorni. E non serve molto: 50 grammi di caramelle al licorice vero contengono circa 100 mg di glicirrizina. Una confezione da 100 grammi? Due giorni di rischio.
Come interfere con i farmaci
Il licorice non rende solo i farmaci meno efficaci: li annulla. Ecco cosa succede con i principali gruppi di antipertensivi:
- ACE inibitori (come lisinopril): la loro azione si riduce del 30-50%. Il corpo non riesce più a rilassare i vasi sanguigni perché l’acqua e il sale in eccesso li opprimono.
- ARB (come losartan): l’efficacia cala del 25%. Anche se bloccano l’angiotensina, non possono contrastare l’effetto del sale trattenuto dal licorice.
- Bloccanti dei canali del calcio (come amlodipina): la pressione sale di 10-20 mmHg. Il farmaco funziona, ma il licorice lo sovrasta.
- Diuretici risparmiatori di potassio (come spironolattone): qui il rischio è massimo. Il licorice cancella completamente l’effetto del farmaco, e il potassio scende a livelli pericolosi. Casi di ricovero per aritmie sono documentati.
Un paziente su otto che assume farmaci per la pressione e mangia licorice regolarmente rischia un’ipertensione così grave da richiedere un intervento d’emergenza. Non è un’ipotesi: lo ha scritto la dottoressa Johanna Salge Blake, esperta di nutrizione alla Boston University, in un articolo del 2022.
Non è solo il caramello
La maggior parte delle persone pensa che il licorice sia solo quello nero e dolce. Ma non è così. Il licorice vero è in molti prodotti che non ti aspetti:
- Infusi e tè erboristici per la digestione o la tosse
- Sciroppi per la tosse, specialmente quelli a base di erbe
- Integratori per il fegato o lo stress
- Formule della medicina tradizionale cinese (25% contiene radice di licorice)
- Alcuni tipi di tabacco da masticare o sigarette aromatiche
Un’indagine del 2018 ha rivelato che il 30% dei lassativi erboristici e il 25% dei rimedi cinesi contengono radice di licorice. E molti non lo dicono chiaramente. Se vedi “Glycyrrhiza glabra” o “estratto di liquirizia” nell’elenco degli ingredienti, è vero licorice. Se invece c’è “olio di anice” o “aroma di fieno greco”, non c’è glicirrizina. E in quel caso, è sicuro.
La differenza tra licorice vero e finto
Negli Stati Uniti, il 95% delle caramelle al “licorice” non contiene radice di licorice. Usano l’olio di anice perché è più economico e non ha effetti collaterali. Ma in Europa, in Asia e nei prodotti naturali, il licorice vero è ancora comune. E qui sta il problema: ti sembra di mangiare un caramello innocuo, ma stai assumendo un potente interferente farmacologico.
La Food and Drug Administration (FDA) ha emesso avvisi nel 2017, ma non obbliga i produttori a indicare la quantità di glicirrizina. L’Unione Europea, invece, dal 2012 richiede un avviso se un prodotto contiene più di 10 mg di glicirrizina a porzione. Ma in Italia e in molti altri Paesi, non è obbligatorio. Leggi sempre le etichette. Non fidarti del colore o del sapore.
La soluzione: DGL e cosa scegliere
C’è un’alternativa sicura: la liquirizia de-glicirrizinata, chiamata DGL. È stata trattata per rimuovere la glicirrizina, mantenendo solo le sostanze benefiche per lo stomaco. Se hai problemi di acidità o gastrite, la DGL è una scelta valida. Ma attenzione: non tutte le etichette lo dicono chiaramente. Cerca “DGL” o “deglycyrrhizinated licorice”.
Se devi prendere farmaci per la pressione, evita ogni forma di licorice vero. Non esiste una dose “sicura”. Anche 50 mg di glicirrizina al giorno, per più di una settimana, sono sufficienti a causare problemi. Il Merck Manual e l’American Heart Association consigliano di evitarlo del tutto.
Controlli da fare se hai già assunto licorice
Se hai mangiato licorice vero mentre prendi farmaci per la pressione, non aspettare di stare male. Fai questi controlli:
- Misura la pressione ogni giorno per 7 giorni. Se sale di più di 10-15 mmHg rispetto al tuo valore abituale, consulta il medico.
- Chiedi un esame del sangue per il potassio. Se scende sotto 3,5 mmol/L, puoi avere crampi, palpitazioni o aritmie.
- Parla con il farmacista di tutti gli integratori che prendi. Molti non sanno che il licorice è in tanti prodotti.
- Controlla le etichette di tè, sciroppi, integratori e prodotti naturali. Cerca “Glycyrrhiza glabra”.
Un caso documentato in Nuova Zelanda racconta di un uomo di 55 anni che ha avuto una crisi ipertensiva con pressione a 210/115 dopo aver iniziato a bere tè al licorice. Era in cura per un’altra patologia e non sapeva nemmeno che il tè contenesse radice vera. È stato ricoverato.
La verità che nessuno ti dice
Il licorice è una pianta antica, usata per millenni per la tosse e l’infiammazione. Ma la medicina moderna ha scoperto che non è un “rimedio naturale innocuo”. È un farmaco con effetti misurabili, potenti e pericolosi se combinato con altri farmaci.
Non è una questione di “troppe caramelle”. È una questione di chimica. E la chimica non aspetta che tu lo sappia. Se stai prendendo farmaci per la pressione, il licorice vero non è un’opzione. È un rischio calcolato che non vale la pena correre.
Se vuoi qualcosa di dolce, scegli il cioccolato, la frutta, o caramelle con aroma di anice. Il corpo ti ringrazierà. La tua pressione, ancora di più.
Posso mangiare licorice se prendo un farmaco per la pressione?
No, se il licorice contiene radice di Glycyrrhiza glabra. La glicirrizina in essa contenuta riduce l’efficacia dei farmaci antipertensivi e può causare un aumento pericoloso della pressione. Anche piccole quantità, se assunte per più di una settimana, sono rischiose. Evita ogni prodotto che elenca “licorice root” o “Glycyrrhiza glabra” negli ingredienti.
Cosa significa “licorice de-glicirrizinata”?
La liquirizia de-glicirrizinata (DGL) è un prodotto da cui è stata rimossa la glicirrizina, la sostanza responsabile degli effetti collaterali sulla pressione. È sicura per chi assume farmaci per l’ipertensione e viene spesso usata per problemi di stomaco. Controlla l’etichetta: deve riportare chiaramente “DGL” o “deglycyrrhizinated licorice”.
I caramelli al licorice nero contengono sempre radice di licorice?
No. Negli Stati Uniti, circa il 95% dei caramelli al licorice usano olio di anice per il sapore, senza radice vera. Ma in Europa e nei prodotti naturali, spesso è vero licorice. Controlla sempre gli ingredienti: se c’è “Glycyrrhiza glabra” o “estratto di liquirizia”, è pericoloso. Se c’è “aroma di anice” o “fieno greco”, è sicuro.
Quanto tempo ci vuole perché il licorice influenzi la pressione?
Gli effetti possono apparire in 7-10 giorni di assunzione quotidiana. La glicirrizina ha un’emivita di 14 ore, ma i suoi effetti sul sistema renale possono durare fino a due settimane dopo aver smesso. Per questo, anche un uso breve può essere pericoloso se sei già in cura per l’ipertensione.
Il licorice fa abbassare il potassio? È pericoloso?
Sì. La glicirrizina fa perdere potassio attraverso le urine, riducendone i livelli di 0,5 a 1,5 mmol/L in media. Un valore sotto i 3,5 mmol/L è considerato basso e può causare debolezza, crampi, palpitazioni o aritmie. Se assumi diuretici o licorice, il medico dovrebbe controllare il potassio ogni due settimane.
C’è un limite sicuro di licorice per chi non ha pressione alta?
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) stabilisce un limite di 100 mg di glicirrizina al giorno per adulti sani. Ma anche questo non è raccomandato per periodi prolungati. La verità è che non esiste un uso “sicuro” di licorice vero: è una sostanza con effetti farmacologici, non un semplice dolcificante. Meglio limitarlo o evitarlo del tutto.
Antonio Uccello
gennaio 25, 2026 AT 19:39Io ho sempre pensato che il licorice fosse solo un dolcetto, mai che potesse essere un casino così grosso. Ora controllo tutte le etichette, anche quelle dei tè.
Guido Vassallo
gennaio 26, 2026 AT 05:41Verissimo. Mio nonno beveva il tè al licorice per la tosse e non sapeva niente di questo rischio. Ora lo sostituisco con camomilla e mi sento meglio.
Luca Parodi
gennaio 27, 2026 AT 15:48Ma dai, siamo seri? Un caramello al giorno non fa male a nessuno. Se ti preoccupi per ogni minima cosa che potrebbe interferire col farmaco, finisci col vivere in una bolla di plastica. La medicina moderna è piena di paradossi.
Gino Domingo
gennaio 29, 2026 AT 12:40Chi ha detto che il licorice è il problema? La vera colpa è dei farmaci chimici che ti rendono dipendente. La natura ti dà la radice, e tu la trasformi in veleno perché il sistema vuole che tu stia male. E poi ti dicono che è colpa tua se ti viene la pressione alta…
La glicirrizina è un potente rimedio antico, non un nemico. I farmaci moderni sono fatti per far soldi, non per guarire. E i medici? Sono pagati dalle case farmaceutiche. Leggi il Merck Manual? È scritto da chi ha un interesse economico. Io ho smesso di prendere tutto e ora ho la pressione perfetta con solo zenzero e respirazione profonda.
Se vuoi davvero stare bene, smetti di fidarti delle istituzioni. Il licorice vero è l’antidoto al sistema. Non è un dolcetto, è un atto di ribellione. E se ti fa salire la pressione? Allora non sei pronto. Non è il licorice che è pericoloso, sei tu che non hai capito il tuo corpo.
Io ne mangio due caramelle al giorno da 15 anni. Nessun problema. E sai perché? Perché non ho paura. La paura è l’unico vero farmaco che ti uccide.
La FDA? Un’agenzia che protegge Big Pharma. L’UE? Più burocratica che utile. In Italia non si sa niente perché vogliono che tu resti ignaro. Ma io ho aperto gli occhi. E tu?
Se vuoi davvero vivere, smetti di leggere articoli che ti fanno sentire colpevole. Smettila di controllare le etichette. Smettila di fidarti. Scegli la libertà. Anche se costa.
La salute non si compra in farmacia. Si conquista con il coraggio. E il licorice? È solo un simbolo.
Mauro Molinaro
gennaio 31, 2026 AT 04:12MA IO HO MANGIATO LICORICE NERO PER 20 ANNI E NON HO MAI AVUTO PROBLEMI!! IL MIO MEDICO MI HA DETTO CHE VA BENE!! VOI SATE TUTTI PAZZI!!
zana SOUZA
febbraio 1, 2026 AT 04:37È affascinante come una pianta antica possa diventare un nemico invisibile solo perché la medicina moderna non sa come classificarla. Non è il licorice che è cattivo, è la nostra incapacità di vedere i sistemi complessi. Siamo abituati a pensare in termini di sì/no, buono/cattivo. Ma il corpo non funziona così. La glicirrizina non è un veleno, è un segnale. Un segnale che ci chiede di ascoltare, non di eliminare.
Forse il vero problema non è mangiare licorice, ma prendere farmaci senza capire perché li prendiamo. Se la pressione sale, forse non è un errore da correggere, ma un messaggio da decifrare. Il corpo non mente. Ci dice cosa non va. E noi? Rispondiamo con un altro farmaco.
Io non dico di mangiare licorice ogni giorno. Ma dico di smettere di demonizzare ciò che non comprendiamo. La medicina ha bisogno di umiltà. Non di regole rigide. La natura non segue i protocolli. E forse, dovremmo imparare da lei, non da un manuale.
La glicirrizina non è un’eccezione. È un esempio. Di quanto siamo lontani dalla vera salute. Non è la dose che conta. È la consapevolezza.
Non si tratta di evitare il licorice. Si tratta di imparare a vivere con il corpo, non contro di esso.
Forse la soluzione non è un’etichetta più chiara. Ma un dialogo più onesto tra medico e paziente. Senza paura. Senza colpe.
Il licorice è solo un riflesso. Di noi.
Oreste Benigni
febbraio 3, 2026 AT 02:58ATTENZIONE!!! HO APPENA CONTROLLATO IL MIO TÈ ALLA MENTA E C’È SCRITTO “ESTRATTO DI LIQUIRIZIA”!!! HO PRESO L’ARITMIA PER 3 MESI L’ANNO SCORSO!!! FORSE ERA QUELLO!!! MI DEVO FARE IL CONTROLLO DEL POTASSIO SUBITO!!!
Aniello Infantini
febbraio 4, 2026 AT 03:11Io ho comprato una scatola di caramelle al licorice in un negozio etnico e non me ne sono accorto. Ora controllo tutto. Anche i dentifrici. 😅
Gennaro Chianese
febbraio 5, 2026 AT 10:03Ma chi se ne frega? Se vuoi stare bene prendi il farmaco e basta. Non devi diventare un esperto di erbe. La medicina esiste per questo. Non è colpa mia se il mondo è pieno di caramelle nere con la radice. Io mangio il cioccolato e punto.
Paolo Moschetti
febbraio 7, 2026 AT 05:29Ma guardate che questa è una trappola dell’UE! La glicirrizina è un rimedio antico, usato dai contadini italiani per generazioni! Ora vogliono proibirla perché vogliono farvi comprare i loro farmaci costosi! L’Italia non è la Svizzera! Noi sappiamo cosa ci serve! Non lasciatevi manipolare dai medici e dai laboratori! Il licorice vero è italiano, non è un veleno! È la nostra eredità! Leggete i libri di medicina tradizionale, non le pagine di Facebook!